National Geographic fa le cose per bene. Ne sono testimoni gli splendidi documentari che ne portano la firma, i quali hanno rapìto l’attenzione di ognuno di noi, almeno una volta nella vita, riempiendo uggiose serate invernali o pigri pomeriggi estivi con filmati molto coinvolgenti e fortemente realistici.
A proposito di realismo, in occasione del lancio del proprio canale tv tematico si sono veramente superati.
La sfida a Facebook – re incontrastato tra i social networks – è stata portata fino ad oggi inutilmente.
L’errore ricorrente è forse stato attaccarlo in maniera frontale, su terreni ad esso congeniali - come l’usabilità, la quantità e la qualità delle funzioni che è in grado di offrire – e comunque solo ad un livello meramente pratico.
Un attacco diretto – e molto probabilmente vincente – potrebbe riguardare la teoria, ovvero la strategia con la quale a monte si decide in che modo coinvolgere i futuri utenti della piattaforma in fieri. Segue – breve, parziale, ma veritiera ed esaustiva – quella di Facebook.
Quante campagne pubblicitarie avrà visto – volente o nolente - ognuno di noi durante la propria vita? A migliaia.
Quante campagne pubblicitarie avrà visto “convincere” o “funzionare” ognuno di noi nella propria vita? Poche decine (forse l’occhio di chi scrive è troppo critico…
Chiudendo un semplice sillogismo, la maggior parte di queste campagne – quindi - “non convince” o “non funziona”, nel senso che o non colpisce il pubblico e non viene “metabolizzata” - e perciò ricordata - o non raggiunge gli scopi prefissatisi – come, ad esempio, trasferire un messaggio o invitare a compiere un’azione – oppure, peggio, entrambe le precedenti allo stesso tempo.
Studiare è - senza ombra di dubbio – molto importante.
La Teoria disciplina ciò che è necessario sapere e lo discerne automaticamente da ciò che – invece – non vale la pena conoscere.
La Pratica è la cartina di tornasole che svela se ed in che misura la teoria è stata compresa ed applicata.