Dopo “Exit through the gift shop” nello scorso post, parliamo ancora di film.
Rimaniamo in campo artistico, ma ci spostiamo dalla street art all’advertising.
L’occasione ce la offre Doug Pray – regista di pellicole e commercials underground, nel senso letterale, ovvero che non appartengono al mainstream, alla “corrente maggioritaria che spinge la massa”.
Per i 10 anni dall’attentato alle “Torri Gemelle”, segnaliamo questo poster-tributo - ideato dall’agenzia pubblicitaria americana Extra Credit Projects – che invita semplicemente a riflettere.
In doveroso silenzio, riflettiamo.
Storicamente, la lotta tra majors imprenditrici nello stesso settore merceologico è sempre stata fonte di discussioni e di “battaglie” tra diverse fazioni, ognuna convinta che il prodotto del quale si prendono le parti sia il migliore rispetto al diretto concorrente.
Abbiamo esperienza di campagne adv comparative – estere, dato che le leggi nostrane non le permettono – fino ad arrivare a cause legali per diatribe legate a copyright e brevetti (fresca quella tra Apple e Samsung, in relazione alla paternità della linea estetica dei rispettivi tablet).
Un progetto – a nostro vedere molto intelligente e ben realizzato – ha cercato invece di mostrare come marchi apparentemente opposti in tutto, hanno punti in comune ed influenze reciproche in termini di veste grafica.