La filosofia che spinge Pray è resa dalle sue stesse parole (prese dal suo sito): “I like filming people who are dedicated to a unique way of expressing themselves, and I celebrate their art or ideas in film” (“Mi piace filmare persone che si appassionano ad un unico modo di esprimere se stessi, e io celebro la loro arte o le loro idee in pellicola”, traduzione nostra).
La sua filmografia conta 6 opere che raccontano 6 storie di “modi personali di espressione personale” (in ordine cronologico, dal più vecchio al più recente): “Hype!” – testimonianza della nascita e dell’esplosione del fenomeno grunge di Seattle – “Scratch” – storia dei DJ hip-hop dagli albori – “Infamy” – docu-film su sette persone ossessionate dai graffiti – “Big Rig” – racconto dell’America odierna attraverso gli occhi dei truck drivers – “Surfwise” – la vita dello storico surfer Dorian “Doc” Paskowitz e della sua famiglia – ed infine “Art & Copy” – l’advertising dagli anni ’60 ad oggi.
Secondo voi, rispecchiano questa filosofia? Secondo noi, si.
“Art & Copy” – last but not least – narra di “chi ha fatto l’advertising” (“fare” nel senso di “creare”, “gettare le basi”, “fondare”).
Una storia – quindi - di passione, ispirazione, creatività. I protagonisti della quale hanno – in qualche maniera ed a modo loro – condizionato la nostra cultura. Come? Vi dicono niente payoff del calibro di “Think Different”, ”Just Do It” e “I Love NY”?
Persone particolarmente dotate che sono riuscite a catturare l’attenzione di milioni di persone ed a modificarne la percezione riguardo “qualcosa” – un’automobile, un rasoio, un paio di scarpe - o “qualcuno”– un candidato alle elezioni, un artista, un atleta – dando vita e forma ad idee geniali, forse scrutando un tramonto dalle limpide vetrate delle principali agenzie pubblicitarie del mondo.
“Art & Copy” è la “loro” storia. Delle loro convinzioni. Delle loro esperienze. Dei loro (tanti) successi e (pochi) insuccessi.
Questo il link al sito web del film, e questo il link a quello del regista Doug Pray.
Buona visione!
