Ebbene si. Ubuntu – il sistema operativo Linux più utilizzato in assoluto – ha deciso di fare il gran passo e “buttarsi” nel mercato più proficuo oggigiorno: il mobile.
I primi labili indizi di questa volontà erano nell’aria già all’Ubuntu Developer Summit, in occasione del quale è stata presentata la nuova interfaccia Unity, la quale permetterà ad Ubuntu di potersi adattare a qualsiasi supporto (come tablets e smartphones), pur mantenendo la propria facilità di utilizzo, di sviluppo e di programmazione.
“Amor che ne la mente mi ragiona”. Così il Maestro Dante apre una delle Sue “Rime”. Il sentimento più nobile - che accomuna la specie umana e quella animale – non “risparmia" nessuno. Proprio nessuno. Neanche ingegneri e programmatori di stanza nel quartier generale di Google, a quanto sembra. L’Amore aveva “ragionato” nelle loro menti fino a fine dello scorso Giugno, quando fu annunciato il lancio – un pò in sordina, rispetto ai canoni cui Big G ci ha abituati – di un rivoluzionario prodotto. Ora, a metà Luglio, finalmente è sbocciato!
Qualche mese fa abbiamo parlato di HTML5, un nuovo rivoluzionario linguaggio di programmazione per realizzare siti web, in questo post.
I protagonisti del caso erano gli Arcade Fire, gruppo indie-rock. Il progetto – dal nome “The Wilderness Downtown” – riguardava la creazione del video di una loro canzone – nello specifico, “We used to wait” - tramite questa affascinante tecnologia.
Ognuno di noi, nella sua vita, di magazine ne ha sfogliati a bizeffe: differenti i temi trattati, la qualità dell’impaginazione, degli articoli, dei reportage fotografici e – soprattutto – differenti le fortune riservate a ciascuno di essi.
Di e-magazine - dalla nascita e dalla diffusione capillare di Internet in poi – ne abbiamo incontrati probabilmente un numero maggiore in un lasso di tempo relativamente minore: stesse considerazioni avanzate per gli “antenati” cartacei riguardo la fattura dell’editing, dei contenuti e della loro fortuna.
Di e-magazine “a parte” – personalmente – ne ho incontrato finora solo uno. E – sinceramente – mi ha convinto.